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lunedì 4 febbraio 2013

"Scagliuozzoli o Tittoli?" nel dubbio: Polenta Fritta


Dalla preparazione della polenta pasticciata me ne erano avanzati dei pezzetti e così ho deciso di cucinarli nel modo più sfizioso e saporito che ci sia in cucina, li ho fritti.
La polenta fritta è una delle ricette della tradizione campana e partenopea in particolare. Anticamente costituiva quello che ora si chiama "cibo di strada" perché veniva venduta dallo zeppolajuolo (venditore di zeppole), mestiere così descritto nel libro "Usi e Costumi di Napoli" di Francesco De Bourcard.
Il pasticciere sta allo zeppolaiuolo come il nobile al plebeo, come il patrizio al popolano. Il primo appartiene alla aristocrazia, e mette il suo forno a Toledo, a Chiaja ed in altre vaste contrade; il secondo è democratico, e stabilisce i suoi fornelli nei più luridi e oscuri bugigattoli dei vicoli angusti che deturpano la nostra bella città, affumicando sé e i suoi vicini  col fumo delle sue padelle. Egli frigge zeppole, zeppole di riso, scagliuozzoli, tittoli, zigarii, vuzzarielli, palle, vurracce e qualche altra cosa. .........
Lo scagliuozzolo è tutto di farina di granoturco e tagliato irregolarmente a triangoli o a trapezi. Se la pasta si taglia in piccole fettoline, queste prendono il nome di tittoli; se si da la forma di sigari, ricevono appunto la denominazione di zigarii o fusi."
Se avete avuto la pazienza di leggere queste righe, capite anche perché ho voluto giocare col titolo del post.
I miei saranno scagliuozzoli o tittoli?
Spero che questa divagazione storica vi sia piaciuta, ne farò altre perché per me questo è uno degli aspetti più interessanti della cucina.

Per la preparazione del piatto ho poco da dirvi:
prendete la polenta fatela a pezzetti e friggeteli in abbondante olio di arachidi fino a che non hanno assunto un bel colore dorato.
Toglieteli dall'olio e poneteli su carta da cucina per far assorbire l'unto in eccesso.
Mangiateli caldissimi, devono risultare croccanti all'esterno e morbidi all'interno. Se gradite spolverateli con sale e pepe.







16 commenti:

SQUISITO ha detto...

la tua divagazione storica è stata davvero molto curiosa....anche a me piace friggerla quando avanza...ottima da abbinare con dei patè salati!
un bacio

Olga ha detto...

Che buoni che devono essere!!!

Leonardo Ciampa ha detto...

Ah! Stammi a sentire! Già lo sai che 'a menesta maretata è il piatto invernale più famoso d'Avellino. Mio padre, devi capire, è di quella generazione "di mezzo" — nato qua, dunque né italiano, né americano, né contadino, né accademico. Per esempio, una volta decenni fa, lui mi disse con scherno, "La gente che abitava in questa casa prima di noi seppelliva la spazzatura nel cortile!" Solo moltissimi anni dopo, capii che facevano la composta! Allora, mio padre ricorda teneramente 'a menesta maretata cu 'a pizz' 'e pulenta. La questione rimane: in che maniera mia nonna montefalcionese faceva la pizza di polenta? Un'altra volta, molti anni fa, mio padre disse di sua mamma, "Lei aveva una certa padella nera. Ogni cosa da quella padella aveva un buon sapore." Solo molti anni dopo, mi resi conto che la padella di ferro è nera ... e che la si deve trattare ... e che noi moderni ne usiamo l'olio ... ma ... Poi, un giorno un paio di anni fa, chiaccherai con una persona a "Sur la Table," un negozio un po' chic per gli apparecchi culinari. Una donna americana-americana, non italiana, mi disse, "Mia madre (nonna, zia, non me lo ricordo più) aveva una padella di ferro. La trattava non con olio — con la sugna." Hai vist'?! PERCIÒ queste pizze di polenta erano così saporite! Questa tua ricetta per la polenta fritta mi ha rammentato quel racconto. Grazie, Lauré!

renata ha detto...

Mai fritta la polenta
ma al di là del nome...non so proprio aiutarti cara Laura....
devono essere buonissimi!!!!!
Davvero una golosa ricetta
Buona settimana!!!!!!!!!!!!!!

Sandra M. ha detto...

Mamma mia...un vero "classico". Pensa che mio babbo chiedeva sempre di prepararne un po' di più per paura che non ne avanzasse da friggere per il giorno dopo!

Mariangela Circosta ha detto...

Sara'buonissima anche questa ricetta, ci stai prendendo per la gola!

Popo Cuoco ha detto...

Grande! La faceva la mia nonna ....non me la ricordavo questa cucina con la polenta. Ciao

Alda e Mariella ha detto...

Li adoro, mio padre li cucina sempre! I tuoi hanno un aspetto irresistibile!
Un abbraccio!

Cinzia ha detto...

Una vera bontà Laura :-) un abbraccio

ELENA ha detto...

non lo so nemmeno io quali sono ... o saranno tutti e due???

Chiaretta ha detto...

Beh io direi tittoli, mi piace questa parola e adoro la polenta fritta! Le storie che racconti e che stanno dietro alle ricette sono molto interessanti, non smettere mai di raccontarcele :-)

sississima ha detto...

mai provata la polenta fritta, devo assolutamente rimediare, un abbraccio SILVIA

Loredana ha detto...

Cara Laura, scelgo???
Sicuramente scagliuozzoli :)
Comunque molto gustosa questa ricetta della tradizione così come la storia!

un abbraccio

Rosita Vargas ha detto...

Luce muy rico es una delicia al paladar intentaré hacer adoro la polenta nunca la he comido frita ..genial,abrazos y abrazos

Gabe ha detto...

la polenta fritta è una golosità,ma ultimamente,ho riciclato gli avanzi in forno,anche se non hanno lo stesso sapore.

Leonardo Ciampa ha detto...

Erratum: sopra ho detto "sugna," ma volevo dire "strutto."